Dal 1968
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A settembre fu liberalizzato l’accesso a Magistero e allora Michele, per tutti Michelino,  mi fece capire che era importante che io andassi all’ UNIVERSITA’ ! ! !

Nel frattempo il primo lavoro. Fui assunto, grazie a Giovanni Palma, come censore all’Istituto Alberghiero –10 ottobre 1968 -. Primo giorno di lavoro 32 ore. Ma avevo un mito: comprare l’automobile!   I primi soldi non sudati da altri, le prime grosse responsabilità. Veramente grosse.

Mentre gli altri  facevano i diciottenni, io facevo finta di averne 30. Quel lavoro l’ho vissuto come un gran bel gioco. Le partite a ping-pong, le recite, i ciclostilati il preside Laureti, la prof.ssa Mercadante. Manicchia che col primo lavoro comprò il mulo al padre, voleva farsi prete, ci riuscì. Rinaldi che voleva fare lo psicologo. Franca Nasello, Gli scambi culturali con l’America. Il mio viaggio a Firenze-Roma-Pompei con 4 americani senza che io conoscessi l’inglese.

Ma gli incarichi a termine finiscono. Ed anche quel bel lavoro, quando fu il momento dei “concorsi”, mi fu tolto. Le aragoste di Sciacca erano più buone del pesce che io non avevo.

Una breve esperienza in una assicurazione-vita. Breve prechè non sapevo e non so abbindolare. Sono io, comunque vada.

Intanto ho ripreso a studiare perché avevo deciso di laurearmi. Per 2 anni due materie; 16 negli altri due anni. Andava bene sia il “18” che il “30”. Era un “pezzo di carta” che serve. Il giorno dell’esame finale. Confusione. Dozzine di carni pronte ad essere scannate. Il fotografo ! Era il giugno del 1973.

A Piazza Armerina i regali di laurea. Un non docente presentato come Dott. !

Tornai a Palermo, all’ IPAS : Ciccio Mazzola, Sivana Ristuccia e Silvana Bartoli. Totò C, che, rimproverato, mi disse con rabbia ”Lei ce l’ha con me perché sono frocio !”  Ne parlammo.

 

Giacomo doveva andare in Perù, in missione. In quell’estate del 1971 andammo in giro per conventi della Sicilia per salutare i confratelli e per portare con sé un po’ di soldi. Passammo anche da Chiaramonte Gulfi dove c’era suor Valeria, sua cugina. Di quegli incontri importanti per l’importanza delle persone. Una piccola donna, che ha deciso di farsi suora a 25 anni,  con occhi profondi, energica, organizzatrice, padrona di sé. Mi ricordo il pranzo a cui lei non partecipò.

Un altro uomo importante della mia vita fu, sicuramente, P.Michelangelo Lipari, anche lui di Alcamo, un uomo/prete che era un punto importante di riferimento. Ad un certo punto lo chiamavamo tutti papà, anche in pubblico e la gente si girava a guardarci !

Con Valeria e con Papà, che divenne il padre “provinciale” dei francescani in Sicilia e Perù fu un continua scambio. Con l’una epistolare, con l’altro personalmente.

 

Una madre che muore 

Nata il 24 - 6 - 1910

Era il 15 giugno 1974. Ero già a Palermo dall’inizio dell’anno. Lavoravo nuovamente all’IPAS. Quel giorno, dopo breve ma intesa sofferenza, mia madre andava a raggiungere il caro marito e ci lasciava. Un giorno triste preceduto da 15 giorni di ospedale, da due interventi, dalle flebo, da un dolore profondo ma silenzioso perché previsto già da qualche giorno.

Si è chiuso un cerchio per aprirsene un altro

 

 

Quando lei se ne e' andata, ho cercato, anche se ci avevo tentato prima, che qualcuna entrasse.

Le ho dato le mie chiavi ma non ha saputo aprire.

Oggi penso che non siamo riusciti a comporre quel numero che fa comunicare ! Quando tutto ebbe inizio sembro' bello ma poco per volta  fu un gran caos.

E  allora  perche' ci sposammo ? Perche' credetti  che  dopo tutto  sarebbe  andato  meglio. Perche' non  ne  parlai  con nessuno! Perché devo sbagliare da solo.

Qualche anno fa scrissi : -”Se  ognuno  potesse avere la  responsabilita  delle  proprie azioni forse non sarebbe possibile recriminare i torti o  le ragioni degli altri.

Ognuno di noi si copre e maschera in modo diverso,  o a secondo delle situazioni, e perchè no, a secondo della intelligenza. Quando  mi  guardo  allo specchi  mi  penso  diversamente  a secondo di come mi guardo e di come mi vedo. Se sono vestito e un conto, se sono nudo e un altro, se pettinato e un altro, se allegro è un altro, se amo è un altro, se odio è un altro, se  mi piaccio, se mi do fastidio, se riesco a guardare  gli altri negli occhi, è un altro conto ancora. Ciò che importa è che si possa conciliare l'amarsi e l'amare. L'alternanza  di  umori  fa alternanza di  persone  e  dalla tristezza  alla felicita c'è il passaggio dell'anima  triste a quella felice. “

 

Nel 1989 ho lascito l'IPAS per passare alla Scuola Media - la Cavour, Villabate, l'esperienza indimenticabile della Protonotaro.

L'irrequietezza si concretizzò nell'accettare il compito di Operatore psicopedagogico: Bagheria, la S.M. Annessa. Dopo l'operatore di rete